Il Vescovo di Bilbao e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, monsignor Ricardo Blázquez, ha definito questo lunedì “eccessiva” la pretesa di trasformare la laicità in emblema della post-modernità e della democrazia moderna.
Si tratta di una visione della laicità attuale “in cui non c’è posto per Dio, per il Mistero che trascende la pura ragione”, ha affermato.
Durante il suo intervento all’apertura dell’Assemblea Plenaria, il Presidente della CEE ha spiegato che “si è arrivati ad attribuire al termine laicità un’accezione ideologica opposta a quella che aveva in origine”.
Monsignor Blázquez ha affrontate le varie definizioni che sono state date nei diversi momenti storici: “membro del popolo di Dio” all’inizio, “opposizione tra il potere civile ed ecclesiastico” nel Medioevo, “esclusione della religione e dei suoi simboli dalla vita pubblica relegandoli all’ambito del privato” nella modernità.
“Noi cristiani abbiamo la preziosa missione di annunciare e mostrare che Dio è amore, che non è antagonista dell’uomo”, ha affermato il presidente della CEE, che ha ricordato ciò che il Papa propugna come sana laicità: “autonomia effettiva delle realtà terrene rispetto alla sfera ecclesiastica, non così di fronte all’ordine morale”.
Allo stesso modo, ha difeso il fatto che in uno Stato aconfessionale (come sostiene la Costituzione) “siano importanti la ricerca e l’affermazione di basi morali comuni pre-politiche o meta-politiche”, e citando parole del Santo Padre ha detto che “la legge naturale è in definitiva l’unico baluardo valido contro l’arbitrarietà del potere o contro gli inganni della manipolazione ideologica”. […]
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