Monsignor Patrick O’Donoghue, vescovo di Lancaster, si scaglia contro i cattolici istruiti nelle università, colpevoli a suo avviso di aver amplificato la crisi della Chiesa e permesso la crescita del secolarismo: invece di seguire gli insegnamenti del clero, tenderebbero all’edonismo, all’egoismo e all’egocentrismo. Il vescovo punta il dito contro i cattolici influenti in politica e sui media, compromessi dal tipo di istruzione. Alla crisi del cattolicesimo in Gran Bretagna avrebbe contribuito enormemente, dalla seconda guerra mondiale, “l’educazione di massa in una scala mai vista prima nella storia umana”: questa però avrebbe avuto, secondo il prelato, un “lato oscuro, dovuto al peccato originale e alla concupiscenza”, con la diffusione massiccia dello “scetticismo radicale, del positivismo, dell’utilitarismo e del relativismo”.
Ciò ha inciso anche sui cattolici laureati e istruiti, i quali più di tutti hanno “male interpretato” il Concilio Vaticano II e hanno fomentato un “dissenso leale”, occupando “posizioni influenti nell’istruzioni, nei media, nella politica e anche nella Chiesa” e causando “confusione e discordia in tutta la Chiesa”.
Il vescovo sta cercando di contrastare il calo dei fedeli alle pratiche religiose e ha scritto in merito Fit for Mission?. In Gran Bretagna, nonostante l’afflusso di immigrati dai paesi dell’Est, calano in maniera consistente coloro che seguono i riti cattolici.
