Mizar, la rubrica culturale del Tg2, ha trasmesso ieri un servizio di Tommaso Ricci (cognato di Rocco Buttiglione) sulla seconda Sindone realizzata da Luigi Garlaschelli con il contributo di UAAR e CICAP. Il servizio, che contiene interviste a Garlaschelli e al matematico e sindonologo Bruno Barberis, è visibile sul sito del TG2. Il sito UAAR ha chiesto il parere del prof. Garlaschelli al servizio andato in onda.
1) Barberis parla senza nemmeno sapere bene che cosa ho fatto e quali sono le caratteristiche “fini” della seconda Sindone. Almeno aspetti che io pubblichi un lavoro completo.
2) La negatività, la superficialità, l’assenza di pigmento, la colorazione delle fibre, le proprietà 3D, la non fluorescenza, le
deformazioni geometriche (o la loro assenza) fino all’altro ieri erano dette inspegabili e irriproducibili. Ora che sono state rifatte non bastano più, e si richiede la identità perfetta.
3) Dovrebbe essere ovvio che la seconda Sindone, essendo stata invecchiata artificialmente in modo accelerato, in tre ore invece che in sei secoli, NON POTRA’ MAI avere le STESSE caratteristiche submicroscopiche di quella invecchiata naturalmente, ed è vano pretenderle.
4) Quello che conta, dunque, non è tanto la riproduzione perfetta, ma avere dimostrato che l’ipotesi seguita può essere quella giusta per fornire certe proprietà.
5) Del sangue non mi sono (ancora) occupato, e l’ho detto. Tuttavia, visto come certe affermazioni fatte dai sostenitori per anni si squagliano quando si va a vedere bene come stanno le cose (monetine, pollini, incendio che ringiovanisce il C14, ecc, ) anche su ciò che si dice sulle macchie di sangue per ora sono prudentemente scettico.
6) Sarebbe bene, e lo auspico, che i “Sindonologi” invece di spendere la maggior parte delle loro energie a tentare di disprovare, per es. la datazione col C14, si impegnassero, come avveniva negli anni ’70 e ’80, a lavorare su linee più sperimentali.
7) Sulla “sfida” e sul “provaci ancora prof.”: spiacente, non gioco a questo gioco.
